Coraggio e amore nel mondo dell'handmade.
La meravigliosa lentezza delle ceramiche di Geografica.

Intervista a Karla Sotres

“Un oggetto non è veramente finito finché non arriva alle mani di chi lo utilizzerà e gli darà vita.”

Ho conosciuto Karla alcuni anni fa a un’edizione di Factory Market; aveva un piccolo banchetto, con un allestimento minimale ma molto d’impatto, pochi pezzi unici e un timido sorriso e la prima parola che mi è venuta in mente è stata Cura.
Su quel piccolo banco in legno chiaro c’era una lunga storia, una storia iniziata in Messico, la sua terra e non ancora finita.
Dal 2014 Karla Sotres racconta con grande manualità e raffinatezza l’anima degli oggetti e le energie che essi lasciano al mondo.
Con il suo progetto, Geografica, realizza oggetti in ceramica seguendo una linea stilistica essenziale, in cui i colori e le forme descrivono un forte legame con la natura e con il territorio.
Karla riesce a comunicare al mondo che sono l’artigianalità stessa e l’unicità dei pezzi a rendere ogni oggetto prezioso; per questo gira l’Italia alla scoperta di nuovi artigiani, nuove collaborazioni e condivide la sua grande formazione con chiunque abbia a cuore questa arte.
Siamo felici  di scoprire qualcosa di più su di lei e sulla sua storia.

Ti sei laureata in product design in Messico, hai fatto un Erasmus al politecnico di Milano e già dalla tua formazione hai iniziato ad avvicinarti alla ceramica, ma com’è nata l’idea di Geografica?

Era il 2013 quando sono arrivata qui dal Messico; mi sono trasferita in centro Italia, in un momento purtroppo critico (economico e sociale) e perciò ho trovato molta difficoltà a continuare la mia carriera professionale, ma una cosa era chiara, volevo continuare con la ceramica. Così ho trovato una scuola bottega a Roma dove poter continuare ad allenarmi e ho avuto la fortuna di trovare un lavoro part-time come cameriera in un caffè per potermi pagare la scuola.
È proprio durante questi anni che è nata l’idea di un progetto che parlasse della terra e soprattutto dei territori: a cavallo tra 2013/2014 è nato il progetto GEOGRAFICA.
Spesso dico che è nato in viaggio poiché facevo la “pendolare” Roma – Rieti, ma anche la “pendolare” Messico- Italia una o due volte all’anno.
Geogràfica per me è il filo invisibile che collega entrambi territori, un progetto di “terra” che ha dato senso e appartenenza al mio continuo spostarmi nel mondo.

Qual’è la tua filosofia?

Il nostro non è un lavoro di ripetizione ma di creazione, è un lavoro “perlustrativo” poiché letteralmente percorre e sperimenta diverse tecniche, materiali, concetti e idee;
I nostri oggetti sono il registro del processo stesso; perciò tante volte sono indefiniti, inconclusi e imprecisi.
Il motto “ceramica en progreso” fa riferimento a un lavoro in continua evoluzione e cambiamento. Essendo un materiale vivo la ceramica ci offre possibilità di infinite ricerche e sperimentazioni; un oggetto non è veramente finito finche non arriva alle mani di chi lo utilizzerà e le darà vita.
Il nostro processo creativo e di costruzione è piuttosto lento, ma in un mondo cosi veloce, iper – produttivo e fugace troviamo che la lentezza sia un valore positivo da promuovere. È grazie a questo ritmo che possiamo osservare ed ascoltare più profondamente.

Dietro Geografica c’è un territorio (o due), il suo popolo, le sue tradizioni e le sue abitudini sono la nostra finestra preferita, fonte di continua ispirazione.
Più che filosofia, ho ben presente un manifesto (prima ancora di creare i prodotti, geografica era un pensiero).

cosa rende, secondo te, i tuoi prodotti differenti dagli altri?

Penso l’originalità, e con questo vorrei dire che i nostri oggetti sono testimone del suo contesto, rispecchiano con autenticità (ed spero bellezza) il territorio dove sono stati creati. Ogni oggetto che esce dalle mie mani viene realizzato, non solo con estrema cura e gentilezza, ma “parla” anche in maniera sottile della sua origine.

qual’è stato il primo oggetto che hai creato e cosa ti ha lasciato?

Una ciotola piuttosto piccola al tornio. Seguirla in tutto il suo processo creativo –costruttivo e sopratutto usarla mi ha lasciato meraviglia e ha dato senso a tutto il mio percorso formativo.

Hai una meravigliosa bambina di nome Frida, in qualche modo l’hai coinvolta in questo progetto? 

GEOGRAFICA riguarda anche la mia famiglia e la loro organizzazione perchè siamo un team anche in questo; Io e Frida spesso giochiamo insieme con l’argilla e faccio anche corsi x bambini insieme a lei. Soprattutto all’inizio lei girava spesso con me, ma più che altro per necessità ed era motivante sentirsi dire: che coraggio!
Oggi però preferisco dare spazio e tempo diverso a ogni cosa, è più sano secondo me.

quanto è importante per te condividere il tuo lavoro con altri makers? 

Molto, perche è una maniera di ricaricarmi, di imparare, di confrontarmi e continuare a crescere, loro (come i clienti) sono una grande motivazione per il mio lavoro. Mi piace moltissimo frequentare i market soprattutto per scoprire nuovi makers e creare connessioni e collaborazioni.

Cosa significa essere un artigiano oggi in Italia? 

Non credo di essere in grado di rispondere questa domanda, perchè ancora non mi sento un’artigiana. Se posso dire una cosa è che in base a tutta la storia e il patrimonio materiale che un paese come l’ Italia ha alle sue spalle , essere artigiano in Italia potrebbe essere uno dei mestieri più importanti (e avvantaggiati) da sviluppare in questa epoca, e invece sembra che non sia così.

Perchè dovremmo scegliere di acquistare un oggetto fatto da un artigiano invece di uno più economico online o di una catena?

Perche è meglio consumare meno quantità e più qualità; è meglio per l’artigiano, è meglio per il cliente ed è meglio per tutti.  Ma soprattutto sarebbe meglio consumare meno in generale e procurare vita lunga a i nostri cari oggetti.

cosa hai imparato di te stessa lavorando a questo progetto?

Tantissime cose. Che posso essere costante e determinata, perche mi appassiona una cosa, che per crescere bisogna affrontare le paure e le difficoltà (magari trovando alleati), che non bisogna mai mollare, che per continuare a creare qualcosa di veramente unico e originale è importante ascoltarsi profondamente ed essere se stessi.

come possiamo noi, come individui, contribuire a rendere il pianeta migliore secondo te? 

Essendo CREATIVI. L’ultima riga del nostro manifesto dice: IL NOSTRO VALORE ASSOLUTO È LA VITA E LA SUA MANIFESTAZIONE CREATIVA. 

Credo che nulla abbia valore se non abbiamo ben presente questa cosa; siamo qui per vivere  e manifestarci creativamente insieme agli altri e ogni cosa che facciamo, ha una incidenza mediata o immediata.

E sono anche certa che creare e nutrire senso di appartenenza verso il nostro contesto, ci renda più coinvolti, attenti, attivi, gentili e  “curanti” verso il nostro pianeta e i suoi abitanti.

qual’è la cosa che ti senti dire maggiormente dalla gente che scopre i tuoi prodotti?

Che bellezza! ( ed è in assoluto il miglior complimento che possa mai esistere)

come potrebbe la tua storia aiutare altri makers?

Spero trasmetta coraggio e amore.

Coraggio e Amore, forse non serve molto altro nel mondo dell’ handmade e forse nemmeno nel mondo in generale.

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