Manualità e cura nella pelle artigianale di Vicus

intervista a vicus pelle

Marco Lazzaroni è un giovane artigiano che da anni dedica mani e cuore al suo progetto Vicus Pelle. 

Nel suo ordinato laboratorio produce meticolosamente a mano borse e accessori in pelle con la tecnica artigianale tradizionale dei produttori di imbracature, nota per la sua resistenza e durata, mirando alla migliore qualità dei prodotti e all’alta funzionalità nascosta dietro le forme più essenziali. 

Attraverso i suoi prodotti diffonde i vecchi valori di produzione tradizionali svizzeri, come rigore, precisione e la meticolosa attenzione riservata ai dettagli nel processo di produzione, abbracciando la visione etico-sostenibile di produrre oggetti di qualità che durano nel tempo.

Vicus vuole creare la possibilità di scegliere prodotti autentici ed ecologici, offrendo un’alternativa all’ industria capitalista che comporta invece un’enorme quantità di prodotti di scarsa qualità, conseguentemente inutilizzati, accumulati e sprecati.

 

Lavorando inoltre esclusivamente con la migliore e più tradizionale pelle italiana, la pelle conciata al vegetale della Toscana, la sua produzione non implica sostanze tossiche per l’uomo o l’ambiente, valore che rende questo progetto 100% sostenibile.

Abbiamo chiesto a Marco di parlarci del suo lavoro e delle sue difficoltà e, come sempre accade conversando con un artigiano che lavora con il cuore, ci ha confermato che credere in sé stessi e nei propri valori è la cosa più importante.

Com’è nata la tua passione per la lavorazione della pelle e qual’è il primo oggetto che hai realizzato?

L’idea è nata nel 2015; quell’anno ho viaggiato molto in nord e centro America e durante quei viaggi ho avuto modo di capire cosa mi piace veramente fare e di riflettere su cosa fosse giusto cambiare della mia vita. Così decisi di lasciare il mio lavoro come contabile presso una fiduciaria e di lanciarmi in questa avventura.
Nel 2013 avevo creato un piccolo marchio di streetwear focalizzato sull’abbigliamento di alta qualità. Durante uno dei miei viaggi mi venne l’idea di aggiungere un accessorio alla mia collezione e decisi di realizzare un porta tessere in cuoio, un oggetto classico ma elegante e funzionale. Chiesi ad un amico sellaio di darmi dei pezzi di cuoio, acquistai qualche utensile come aghi, filo, taglierina e punteruolo, allestii in salotto un piccolo tavolo da lavoro e iniziai a fabbricare oggetti con questo nobile materiale. Ho iniziato come autodidatta quindi come prima cosa ho dovuto studiare le tecniche necessarie per realizzare quello che avevo in mente. È stato in quel momento che ho capito che lavorare con le mani è quello che mi rende soddisfatto e felice.

Dal tuo lavoro emerge una grande cura per i dettagli, si nota che dietro la realizzazione di ognuno dei tuoi modelli si cela un grande lavoro di ricerca dei materiali e di progettazione. Ci parli del processo creativo che ti porta dall’idea iniziale al prodotto finale?

Il processo creativo inizia nella mia mente: trovo ispirazione nella vita di tutti i giorni, nei viaggi, nella natura e in tutto quello che mi circonda. Non ho frequentato scuole di design e non realizzo modelli dettagliati in 3D o al computer, ma visualizzo il prodotto nella mia testa e poi disegno il cartamodello a mano, alla vecchia maniera, con riga, squadra e compasso. È un processo abbastanza lungo perché bisogna pensare a tutti i dettagli, le misure devono essere precise al millimetro e bisogna capire la fattibilità stessa del progetto in base al materiale usato.
Una volta realizzato il modello taglio il cuoio e preparo i componenti necessari. A questo punto inizio a studiare i miei pezzi per trovare il modo migliore e più efficiente di assemblarli. Cerco sempre di non fare di fretta questi passaggi del lavoro perché è importante realizzare un prodotto che mi piaccia e soddisfi fin dal primo esemplare. Una volta terminato il primo pezzo lo provo, lo studio, lo analizzo a fondo per capire se ci sono cose che posso migliorare o che devo cambiare.

Lavorare la pelle richiede molti passaggi, tutti gesti da fare con le mani, la testa e il cuore. Qual’è la fase del tuo lavoro che ti da più soddisfazione?

Non saprei dire qual’è la fase del mio lavoro che mi da più soddisfazione, probabilmente quando inizio ad assemblare le parti e la borsa inizia ad avere una struttura, la vedo concretizzarsi. In realtà tutti i passaggi sono di fondamentale importanza per arrivare al risultato finale e impiego la stessa energia e passione in ognuno, cercando sempre la massima precisione e facendo attenzione ad ogni singolo dettaglio. 

Tu lavori in Svizzera e vendi i tuoi prodotti in Italia e all’estero. Ti sembra ci sia più attenzione da parte del pubblico italiano nei confronti dell’artigianato e dei metodi di produzione?

Attualmente le mie vendite sono concentrate sul pubblico della Svizzera Interna (Romandi e Svizzeri Tedeschi), i quali sono più sensibili all’artigianalità, allo Swiss Made, alla sostenibilità dei materiali e all’attenzione per l’ambiente. Anche a Factory Market ho sempre avuto un riscontro molto positivo da parte del pubblico italiano per quanto riguarda artigianalità e qualità dei prodotti.

Per portare avanti con costanza un progetto come la lavorazione della pelle bisogna avere molta determinazione: quali sono le difficoltà più grandi che hai  incontrato  trasformando la tua passione in un mestiere?

Penso che la difficoltà più grande per un artigiano sia di riuscire ad arrivare ai potenziali clienti e a chi potrebbe essere interessato al progetto. Purtroppo la maggior parte delle persone molto spesso attribuiscono più valore ad un grande marchio, che ha molte risorse da sfruttare per la comunicazione, piuttosto che ad un piccolo produttore che invece realizza con cura quanto da loro richiesto. Far conoscere il proprio marchio e il modo di realizzare i propri prodotti è la cosa più difficile e richiede molto tempo.

VICUS è nato nel 2015 e da allora è cresciuto molto grazie alla tua dedizione e alla tua passione. Quali sono i prossimi passi per il tuo brand e cosa ti auguri per il futuro del tuo progetto?

Mi piacerebbe collaborare di più con altri artigiani e artisti interessanti, per condividere le nostre esperienze e confrontarci sulle peculiarità di ognuno, con l’obiettivo di supportarci a vicenda e creare dei network interessanti. 
Ho tanti sostenitori attenti che seguono il mio lavoro e mi permettono di realizzare e sviluppare i miei prodotti in cuoio e spero con VICUS di sensibilizzare sempre più persone all’acquisto di prodotti in controtendenza rispetto alla produzione “fast”.

Che consiglio daresti a chi vuole intraprendere la strada dell’artigiano oggi?

Penso che la cosa più importante sia di credere in voi stessi e nel vostro progetto, essere positivi e non farvi abbattere dalle difficoltà che saranno molte e cicliche. Non pensate ci saranno molte porte aperte e persone pronte ad aiutarvi, ma partite dall’idea di essere soli e dover creare tutto con le vostre forze. Serve perseveranza, lucidità e tanta voglia di imparare. 

Tutto è possibile, credeteci e continuate a provarci!

 

 

PER SCOPRIRE DI PIÙ SUL LAVORO DI VICUS: 

WWW.VICUSPELLE.CH
INSTAGRAM: VICUS

"Penso che la cosa più importante sia di credere in voi stessi e nel vostro progetto, essere positivi e non farvi abbattere dalle difficoltà che saranno molte e cicliche. Non pensate ci saranno molte porte aperte e persone pronte ad aiutarvi, ma partite dall’idea di essere soli e dover creare tutto con le vostre forze. Serve perseveranza, lucidità e tanta voglia di imparare."

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