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L'anima del Black Friday


storia di un consumismo che può trasformarsi in consapevolezza. 

Tutti conosciamo il concetto di Black Friday come giorno in cui i commercianti offrono i propri prodotti a prezzi molto scontati, che inevitabilmente invitano la clientela ad acquistare in modo sfrenato. Questo giorno si è infatti trasformato in un’occasione di iperconsumo a favore, ancora una volta, delle grandi multinazionali e questo ha un enorme impatto sia sui lavoratori, spesso costretti a turni massacranti e in balia delle folle, sia soprattutto sull’ambiente.

La nascita del Black Friday ha infatti alimentato un’economia di consumo usa e getta, dove il pianeta si trova letteralmente sommerso dallo spreco di oggetti di uso comune. Questo porta a consumare anche più risorse di quelle che il nostro Pianeta sia in effetti in grado di garantire, poichè oltre agli oggetti di consumo a breve termine, che riempiranno presto le discariche, c’è un enorme volume di plastica da smaltire, sia degli oggetti stessi, sia del loro packaging, che sommati ai mezzi di trasporto destinati alla consegna della merce, tra i principali responsabili dell’inquinamento da diesel, hanno un impatto davvero devastante.

Oltre al consumo sfrenato e alle relative problematiche ambientali, bisogna pensare anche al lato sociale e psicologico della corsa verso i saldi. In un’epoca totalmente fondata sul consumismo estremo, l’acquisto non diventa più un bene di cui abbiamo bisogno, ma un modo per colmare una mancanza di felicità con un oggetto piuttosto che riscoprirla dentro di noi, come bisogno compulsivo di acquistare prodotti di cui in realtà non abbiamo bisogno.

In questo panorama ciò che in realtà dovremmo fare è fermarci a riflettere sulle nostre abitudini di consumo, prendendo consapevolezza che essere schiavi del marketing e del consumismo è solo una nostra scelta. È possibile fare acquisti più ragionati, sviluppando una maggiore coscienza critica sia sui consumi sia sull’impatto ambientale di ciò che acquistiamo e di cui tutti noi siamo responsabili.
Scegliere di non seguire le tendenze del Black Friday significa quindi liberarsi dalle catene del marketing e inizare a cambiare punto di vista. Invece di partecipare all’acquisto per il prezzo più basso, è bene allora pensare a come riutilizzare ciò che già abbiamo o magari riportare in vita qualcosa che è già presente nelle nostre case.

Nonostante ciò crediamo che sia possibile riconoscere questo avvenimento anche come un’occasione, che ha il potere di scardinarne lo spirito consumistico per lasciare spazio a una visione differente e più costruttiva.
In questi giorni infatti non solo le multinazionali, ma anche alcuni brand più piccoli e che lavorando in modo etico e sostenibile, propongono i prodotti a prezzi più contenuti. Per ovvie ragioni normalmente i prezzi di questi oggetti sono maggiori: il loro valore non è basso, il loro valore deriva dalla scelta delle materie prime di qualità, dalle condizioni dei lavoratori e dal mantenimento di un impatto ambientale contenuto. Questo ci aiuta a ragionare prima dell’acquisto, a valutare se ne abbiamo davvero necessità e se davvero renderanno la nostra vita migliore. Se la risposta è sì allora concediamoci di soddisfare il nostro desiderio, consapevoli che con questa azione stiamo anche supportando le piccole attività che in questo momento più che mai hanno bisogno di aiuto e coraggio ad andare avanti.
La scelta è solo nostra e anche in questo caso un piccolissimo gesto può cambiare molto. Quindi Black Friday sia, ma consapevole.

È possibile fare acquisti più ragionati, sviluppando una maggiore coscienza critica sia sui consumi sia sull'impatto ambientale di ciò che acquistiamo e di cui tutti noi siamo responsabili.

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