Mulieris Magazine #1 Pink

ISSUE #1 PINK
Il rosa è il colore che storicamente appartiene alle donne, l’uomo a volte non può usarlo senza essere considerato meno maschile, ma perché un colore semplice ha questo tipo di potere nella società? “Vasilij Kandinskij, ne “Lo spirituale nell’arte” del 1912, scrive che “Il colore è un mezzo per esercitare un influsso diretto sull’Anima. Il colore è il tasto. L’occhio è il martelletto. L’Anima è un pianoforte con molte corde“. Ammettendo che il colore sia quindi un mezzo privilegiato nella propaganda di un’idea all’interno dell’animo umano, non sorprende affatto l’associazione immediata del colore rosa con il mondo identitario femminile. Ma proprio come il rapporto tra espressione e contenuto nel linguaggio umano è interamente arbitrario, la veloce correlazione tra rosa e femmineo non è che frutto di una innaturale norma sociale ormai consolidata. Il rosa infatti non è sempre stato un colore femminile: il termine esprime neutralità dalla sua prima comparsa nel dizionario, intorno al XVIII secolo, fino agli inizi del Novecento, quando indistintamente uomini e donne utilizzano il rosa nel loro vestiario (basti pensare all’iconica ‘pink suit’ che indossa Jay Gatsby nel capolavoro di F. S. Fitzgerald). I primi segni di associazione del colore ad un determinato genere cominciano proprio nel corso del Novecento, ma con degli esiti decisamente inaspettati: nel 1918, la rivista Earnshaw’s Infants’ Department asserisce che la regola comunemente accettata è che i bambini si vestano di rosa, poiché appartenente alla palette di colori legata al rosso, simbolo di virilità, forza ed eroismo, ma dalla tonalità più tenue, poiché privata della componente bellicosa. Per le bambine quindi è consigliato l’azzurro, più delicato e vezzoso. Lo stravolgimento di questo binomio avviene durante la metà del XX secolo: a partire dagli anni ’40, gli uomini cominciano ad indossare abiti scuri, tendenti alle tonalità del blu, e le donne a preferire i colori più tenui e chiari per il loro vestiario. Il marketing e la pubblicità degli anni ’50 contribuiranno a cristallizzare questa comunione cromatica fino ai giorni nostri. Agevolò ulteriormente l’impatto mediatico e sociale anche l’arrivo sul mercato nel 1959 della controversa Barbie, la bambola legata al rosa che avrebbe dettato legge nell’ambito dei giocattoli per bambine. Il colore rosa fu poi al centro di diverse discussioni da parte dei movimenti femministi degli anni ’60 e ’70, i quali contestavano la sua associazione alla donna poiché spesso legato alla sfera infantile, ad un’aura di leziosità e superficialità oppure ad un ostentato sentimentalismo stucchevole (come spesso viene inteso il romanzo rosa, destinato ad un pubblico generalmente femminile). Da allora il rosa continua a costituire il Giano bifronte dei colori: storicamente androgino, socialmente costretto in un ruolo predefinito; amato perché accattivante e al tempo stesso placido, ma anche odiato perché testimone di una cultura sessista che vuole separare e alimentare il pregiudizio. Se è vero ciò che scriveva David Hume, “La bellezza delle cose esiste nella mente di chi le contempla”, forse sarà vero anche il suo opposto: il marcio sta negli occhi di chi guarda, di chi in un colore vede un modo per assoggettare, per separare, proibire e sminuire. Che il rosa piaccia o meno, ciò che è realmente importante è sentirsi liberi di apprezzare qualcosa senza alcun tipo di pressione sociale. Senza paura di essere se stessi.” – Di Maria Antonia Licurgo.

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Misure: 16,8cmx23,8cm. Numero pagine: 190

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Mulieris è una rivista italiana semestrale fondata da Greta Langianni , Sara Lorusso, Chiara Cognigni e Alice Arcangeli.

Non si tratta solo di una rivista, ma anche di una piattaforma, un luogo sicuro, una comunità, una fonte per l’arte e gli eventi creati dalle donne, ma che mira a parlare a tutti indipendentemente dal loro sesso.

L’intento di questo progetto è quello di creare un dialogo aperto sull’uguaglianza di genere attraverso l’arte fatta dalle donne e ogni numero stampato si concentra su una specifica tematica.