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Scelti da: Veronica Yoko Plebani

parliamo di stile di vita sostenibile con l'atleta italiana che ha trasformato un cambiamento in opportunità. 

Nell’ultimo mese abbiamo pensato a una campagna per sensibilizzare il pubblico di Factory Market a supportare ancora più concretamente small business e artigiani, scegliendo di acquistare per Natale i loro oggetti, piuttosto che quelli provenienti da grandi catene di distribuzione.

È nata così la nuova rubrica “Scelti da” dove abbiamo intervistato alcune personalità di spicco che secondo noi trasmettono dei valori positivi e autentici, grazie al loro lavoro, la loro vita e le loro scelte.

Abbiamo chiesto loro di selezionare 4 oggetti dal nostro shop e di raccontarci l’emotività e le ragioni della loro scelta, così da ricordare che ogni singolo oggetto che entra a far parte delle nostre vite è portatore di una storia e deve essere quindi rispettato e utilizzato con amore.


La prima intervista che vi presentiamo è quella di Veronica Yoko Plebani, talentuosa atleta e meraviglioso esempio di empowerment femminile, che ha avuto il coraggio e la forza di trasformare un problema in opportunità, ispirando un nuovo modo di vivere la bellezza e amare il proprio corpo. Vegana e attenta all’ambiente, Veronica è anche esempio di uno stile di vita sostenibile e per tutte queste ragioni, e molte altre, siamo orgogliose di aprire con lei la nostra nuova rubrica.

Sei una talentuosa atleta, inevitabilmente in continuo contatto con la natura e sensibile alla sostenibilità e all’ambiente in generale, cosa significa per la tua esperienza personale  “stile di vita sostenibile”?

Per me significa prendere coscienza dell’impatto che ogni nostra scelta ha sull’ambiente e ridurre questo impatto il più possibile è il mio obiettivo. 

Personalmente sapere in che modo quello che mangiamo possa influire sulle persone che lo producono e sul territorio è fondamentale, come lo è essere cosciente della provenienza di tutti i miei acquisti e di come sono stati prodotti; anche sapere che traccia lasceranno nell’ambiente durante e dopo il loro utilizzo serve per poter veramente vivere in modo sostenibile. 

Il mondo sta vivendo un grande cambiamento, la sensibilità e la percezione delle persone sta cambiando e anche il ritorno alla ricerca della qualità, piuttosto che della quantità, sta diventando un valore sempre più forte. Quali caratteristiche deve avere un oggetto per entrare a far parte della tua vita?

Un oggetto per me deve avere una storia che può arricchire di valore la mia vita, per il modo in cui è stato creato e perché sono entrata in contatto con il percorso e il lavoro della persona che lo ha creato. Personalmente non riesco più a far entrare nella mia vita oggetti prodotti in modo industriale a cui non riesco a legare un valore affettivo, un ricordo o un incontro.

Molte persone sono consapevoli della necessità attuale di cambiamento del proprio stile di vita, ma si sentono impotenti e pensano che i piccoli passi siano inutili; cosa diresti loro per incoraggiarli a cambiare punto di vista?

Provare (drasticamente) per credere, devo ammettere che per me ha funzionato il cambiamento drastico, per tutti non è così e si può procedere a piccoli passi capendo dove è più facile organizzarsi per fare la differenza; cambiare radicalmente il mio stile di vita mi ha permesso di vedere quanta differenza potevano creare le mie azioni in modo concreto, mi è stato molto utile per prendere più coscienza e trovare la giusta motivazione.

Ti abbiamo chiesti di scegliere 4 oggetti dal nostro shop, ci dici brevemente cosa ti ha catturato di questi oggetti?

Devo ammettere che ho un grande debole per tutto ciò che è fatto in ceramica quindi ho fatto veramente fatica a scegliere nel vostro shop perché ci sono cose bellissime fatte da artigiane e artigiani incredibili.

Ho scelto il portacandela maculato di Oh Hi! Lab perché adoro avere sempre candele accese in casa e penso che sia un regalo leggero e caldo da poter fare.
Le tazzine di Geografica da espresso color pioggia e caffè perché nel guardarle riesco a vedere la delicatezza e la cura che c’è dietro la loro creazione.
Le ciotole, sempre realizzate da Geografica color nuvola pioggia perché mi raccontano chi le ha create, mi danno un senso di apertura nei confronti della diversità, della complessità e di cambiamento.
Infine ho scelto l’illustrazione Landscape di Elenia Beretta, perché mi porta altrove, e in questo periodo poter viaggiare con e attraverso l’arte è una grande fortuna.

Qual è l’aspetto del tuo lavoro che ti fa sentire più orgogliosa, che ti fa pensare che hai lasciato il segno?

Sicuramente sapere che alcune persone che entrano in contatto con la mia storia e con quello che faccio sono poi ispirate ad accettarsi di più e a lavorare su se stess* per migliorarsi.

Qual è il consiglio che vorresti dare a chi decide oggi di iniziare un nuovo progetto, che sia un brand o una sfida personale?

Impegno e pazienza, so che sembrano due cose molto banali ma da atleta vedo che il lavoro fatto con tutto l’impegno possibile poi da risultati, non avere fretta che questi risultati arrivino è importante, sia per costruire qualcosa di più solido sia per riuscire a valorizzare tutto il percorso non solo il risultato finale.


FOTO DI SARA LORUSSO

"Un oggetto per me deve avere una storia che può arricchire di valore la mia vita, per il modo in cui è stato creato e perché sono entrata in contatto con il percorso e il lavoro della persona che lo ha creato."

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