Seminare delicatamente la bellezza nel mondo.

Seminare delicatamente la bellezza nel mondo. 

Intervista alla ceramista e artista Elena Milani. 

Elena Milani è un’artigiana che lavora delicatamente per seminare la bellezza nel mondo. 

Ogni suo oggetto è pensato per essere in armonia con la natura, la quale diventa parte fondamentale nel processo creativo, con lo scopo di “essere contenuta” nei suoi vasi, prendendo piena forma e completezza con essi.

In effetti  le forme organiche e colori naturali che caratterizzano il suo lavoro rievocano un’epoca primordiale, fatta di delicati gusci e fossili, di forte impatto visivo ed emotivo.

Sono ceramiche artistiche per interni, giardini, terrazzi e orti, prodotte interamente a mano, pezzi unici in tirature limitate, ma anche decorazioni artistiche che raccontano la bellezza e la fragilità della natura, come atmosfere rarefatte dei fondali marini, dove poche macchie di colore fanno da elementi di rottura in contrapposizione a un universo bianco.

Abbiamo chiesto a Elena di raccontarci la sua storia e la poetica del suo lavoro in questa intervista per noi.

Ci racconti com’è nata la passione per la ceramica e come questa passione si è trasformata in un lavoro?

Ho cominciato a lavorare la terra tanti anni fa, durante il periodo scolastico, nelle lezioni di scultura al liceo artistico che ho frequentato. Ma la passione per la ceramica è nata durante il periodo natalizio del 2017. Volevo realizzare dei regali fatti a mano, con dei gusci di Echinoidea che non avevo, perché vivo in montagna.

Ho pensato di realizzarli in ceramica, ed è stato modellando e cuocendo i ricci in terracotta smaltata, che è nata la mia passione, e non si è più fermata.

La ceramica richiede competenze, dedizione e passione, è lei a dettare i ritmi e una volta pronta conserva una grande componente di fragilità che richiede rispetto. Cosa hai imparato su te stessa lavorando? 

Lavorare la ceramica significa, soprattutto all’inizio, rompere tanti pezzi e mandare all’aria tante ore di lavoro.
Quello che conta è avere in testa l’obiettivo, non smettere di crederci, e andare avanti senza mollare. I risultati arrivano.
Bisogna saper aspettare.

Qual è stato il primo oggetto che hai realizzato e che emozione ti ha dato?

Un riccio di mare in terracotta. Vedere la trasformazione della terra grigia in cotto rosso è stato straordinario.
Assistere al cambiamento della materia, vedere la bellezza delle prime smaltature verdi cangianti, di un colore molto profondo, vetroso e tridimensionale, avere per le mani un oggetto prezioso, nato dal fuoco e dalla materia è stata davvero un’esperienza pazzesca.


Qual è la filosofia che sta alla base del tuo progetto e che emozioni vuoi comunicare a chi incontra le tue ceramiche per la prima volta?

Cerco di realizzare degli oggetti per la natura (oggetti per il giardino, l’orto e per le piante in generale) o ispirati alla natura.

I pezzi ceramici migliori che ho prodotto sono quelli “incompleti”, ovvero quelli che hanno bisogno delle piante per essere esteticamente finiti.

Ciò che è finito a priori, risulta essere ridondante con la natura che contiene.
Amo riassumere le forme, renderle essenziali e quasi metafisiche, che possano evocare, più che rappresentare, ciò a cui sono ispirate.

Cosa significa essere una donna creativa indipendente in Italia?

Significa dover essere intraprendente. Tenace.
Significa saper conservare a tutti i costi la libertà di creare, nonostante i problemi economici e le pressioni esterne.

Significa sapersi reinventare continuamente, saper creare tutti i giorni nuove possibilità lavorative. Significa sfidare il mercato, nonostante tiri tutto da un’altra parte. Significa credere profondamente in quello che si fa, nonostante si venga, alle volte, messi al margine.

Qual è la difficoltà più grande che hai incontrato nel tuo percorso? E la soddisfazione migliore?

La difficoltà più grande è legata al costo del lavoro artistico.
La produzione artigianale e artistica, di base ha dei costi elevati, è difficile trovare il mercato giusto, i rivenditori disposti a tenere nei loro punti vendita pezzi artigianali di un certo livello.

La soddisfazione più grande è vedere il pubblico apprezzare le ceramiche per la loro unicità e originalità. Vedere le persone, apprezzare e capire il lavoro che sta dietro ad ogni pezzo ceramico.

Perché il pubblico deve supportare i giovani artigiani nonostante ci sia la possibilità oggi di avere tutto, subito e a basso costo?

Perché innanzitutto, con un artigiano puoi avere un rapporto diretto. I miei clienti non sono consumatori, sono persone. Per loro sono sempre a disposizione, anche dopo l’acquisto. Conservano nelle loro case una parte di me. Possono fare richieste particolari, a seconda delle loro specifiche esigenze. Un prodotto non è solo un prodotto, è un pezzo artistico, è una relazione.

Pensi che la percezione dell’artigianato come rinascita della qualità a discapito della quantità sia un’utopia o percepisci un cambiamento secondo la tua personale esperienza?

Credo che ci siano molte persone desiderose di recuperare una dimensione più umana nel loro modo di fare acquisti.
Credo che ci sia il desiderio di circondarsi di cose autentiche, che non finiscano nella spazzatura il giorno dopo.
Credo che le persone abbiano bisogno di circondarsi di bellezza, da sempre, sopratutto adesso che tutto è diventato impersonale.

Cosa ti auguri e cosa auguri ai progetti indipendenti per il futuro?

Mi auguro di continuare a vivere di questo lavoro. E ai miei progetti di continuare a nascere da un’ispirazione profonda e libera.


“Credo che ci sia il desiderio di circondarsi di cose autentiche, che non finiscano nella spazzatura il giorno dopo. Credo che le persone abbiano bisogno di circondarsi di bellezza, da sempre, sopratutto adesso che tutto è diventato impersonale.”

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